Overwriting

Posted on 20 April 2020 by Paolo Bernardi

Questo video è stato concepito nell’ambito del Master in Scienze e tecnologie dell’educazione di Scuola IaD (Università di Tor Vergata) come prova di valutazione dell’area “Forme e relazioni”, i cui insegnamenti, tra l’altro, propongono interessantissime riflessioni in ambito narrativo e mediologico. Nonostante possa sembrare un esempio da manuale di delirio da quarantena1, vi assicuro che il video è stato girato prima dell’emergenza. :-)

Il titolo

“Overwriting” significa letteralmente “scrivere troppo”; in tempi recenti il termine è stato mutuato nel gergo informatico con il significato di “sovrascrivere”.

In senso più lato, over-writing può rimandare ad “oltre la scrittura”, anche se tale concetto sarebbe meglio espresso con la locuzione “beyond writing” (over, infatti, ha una netta connotazione spaziale, “sopra”).

L’idea

L’idea alla base di questo video è nata riflettendo su come il mito di Theuth, raccontato da Socrate nel Fedro di Platone, potesse essere trasposto ai nostri giorni.

Innanzitutto le figure principali, Theuth e Thamus, vanno riviste secondo i canoni della mitologia contemporanea: piuttosto che una divinità che sottopone la sua idea ad un re, oggi è più naturale pensare ad uno startupper a caccia di fondi che sottopone un’idea di business ad un venture capitalist.

Nel mito originale re Thamus, rappresentante di un’umanità ancora immersa nell’oralità, riceve il dono della scrittura quale “farmaco della memoria e della sapienza”, salvo poi rifiutarlo in quanto avrebbe indebolito le capacità naturali dell’uomo, delegandole a strumenti esterni.

Quale dovrebbe essere, quindi, l’idea alla base del pitch di questo novello Theuth, divinità trasfigurata nei panni di un nerd? Non riuscendo a concepire qualcosa di altrettanto dirompente (pardon, disruptive), ho cercato quantomeno di immaginare una tecnologia che tocchi l’uomo allo stesso livello di intimità: la scrittura neurale, ovvero la capacità di condividere informazioni, opportunamente codificate, tra cervelli e dispositivi esterni.

Tuttavia, per quanto mi sforzassi, non sono proprio riuscito ad immaginare un VC che rifiutasse un’idea così remunerativa: tutti gli scenari che via via mi venivano in mente finivano con una stretta di mano, qualche firma e la costituzione di una società nel Delaware.

Eccoci quindi all’ambientazione del video: la scrittura neurale è ormai commercializzata ed universalmente accettata. Cosa potrà mai andare storto?

Note


  1. In realtà, approfondire le tecniche di storytelling potrebbe essere un ottimo modo per passare un po’ di tempo in quarantena (ad averne…). Un’ottima proposta in questo senso sono i webinar gratuiti proposti da Alberto Pian, uno dei professori del Master SED (Narrazione didattica audiovisuale). Avendo superato il Master, ora posso consigliarli spassionatamente senza doppi fini. :-) ↩︎

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