8 Comments

  1. Un codice costituito per 1/4 da macro! Devono essere dei geni, non mi sorprende che yahoo abbia riscritto tutto con qualcosa di più gestibile. Già non conosco molti analisti in grado di fare un buon diagramma delle classi, figuriamoci strutturare un albero sintattico! Potenza e leggibilità/manutenibilità non vanno sempre a braccetto…

    • In effetti la sorte del codice al passaggio da ViaWeb a Yahoo è un esempio di quello che Graham scriveva pochi paragrafi più sopra: nelle startup si cerca una crescita “esplosiva” per poter rimanere a galla, sfruttando al massimo le capacità dei pochi che ci sono. In aziende via via più grandi si tende a normalizzare, appianare, sistematizzare (talvolta cristallizzare?): si cerca una crescita anche molto minore ma più garantita.

      Per quanto riguarda il discorso particolare, secondo me in questo caso non è stato il Lisp a funzionare, ma il Lisp con Graham e Morris: il fattore più importante nello sviluppo software sono le persone.

      Di questo saggio tuttavia il mio concetto preferito è “il linguaggio che usi modella il tuo modo di pensare”: credo sia vero tanto per i linguaggi naturali che per quelli di programmazione; ultimi tuttavia hanno molti più vincoli rispetto ai linguaggi naturali, perciò la loro influenza sui processi di pensiero è molto maggiore.

  2. Paolo: il linguaggio che usi modella il tuo modo di pensare …. deciamente si, sopratutto nei linguaggi umani e nella società. Ci sono articoli a riguardo molto interessanti. Uno l’ho letto su un numero di “le scienze” dell’anno scorso ( penso aprile ) che parlava proprio dei comportamrnti mentali legati alla lingua che si parla. Interessante anche chi parla più lingua: in base alla lingua che parlano cambia anche il modo in cui elaborano i ragionamenti 🙂

  3. Marco Monacelli

    Uhm… penso di aver almeno un paio di individui forse uno sono io a cui poteva essere diretto questo articolo….

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